💻 Una semplice email può costare migliaia di euro: come preparare i dipendenti a riconoscere richieste fraudolente
Perché la formazione dei dipendenti è fondamentale nella cybersecurity?
È lunedì mattina. Un dipendente apre la posta elettronica e trova un messaggio apparentemente normale. Il mittente è una persona conosciuta, la firma sembra corretta e il contenuto è scritto in modo professionale. C’è solo un dettaglio: viene richiesto di effettuare un pagamento urgente verso un nuovo conto corrente.
La richiesta sembra reale. Il tono è quello abituale. La situazione sembra plausibile. Eppure potrebbe essere una truffa. Negli ultimi anni gli attacchi informatici rivolti alle aziende sono cambiati profondamente. I criminali non cercano più soltanto di sfruttare falle nei sistemi informatici, ma puntano sempre più spesso sulle persone, utilizzando tecniche di manipolazione psicologica per ottenere quello che vogliono. Una semplice email può diventare quindi il punto di partenza per una frode da migliaia di euro, per il furto di informazioni aziendali o per la compromissione di un account.
Secondo il Rapporto Clusit 2025, il phishing e il social engineering continuano a essere tra le tecniche più utilizzate negli attacchi informatici, confermando come il fattore umano rappresenti ancora oggi uno degli elementi più critici nella sicurezza delle aziende.
Quando una richiesta sembra normale, ma non lo è
Il problema delle frodi informatiche moderne è proprio questo: spesso non sembrano attacchi. Un hacker potrebbe non inviare un messaggio pieno di errori grammaticali o un link chiaramente sospetto. Al contrario, potrebbe studiare l’azienda, capire chi ricopre determinati ruoli e costruire una comunicazione credibile. Un esempio molto diffuso è la cosiddetta frode del CEO.Un collaboratore riceve un’email apparentemente inviata dall’amministratore delegato: “Sono con un cliente e ho bisogno che venga effettuato questo pagamento entro oggi. Ti mando le coordinate.”
Non c’è un allegato sospetto. Non c’è un messaggio evidentemente falso. C’è solo una richiesta urgente arrivata dalla persona giusta. Ed è proprio qui che entra in gioco la parte più difficile della cybersecurity: riconoscere quando qualcosa non torna.
La fretta è uno degli strumenti preferiti dai cybercriminali
Molte richieste fraudolente fanno leva sulla pressione. Quando una persona riceve un messaggio che comunica urgenza, tende naturalmente a concentrarsi sulla risoluzione del problema invece che sulla verifica della richiesta.
“Serve subito.”
“Non riesco a sentirti al telefono, procedi comunque.”
Sono frasi semplici, ma molto efficaci perché riducono il tempo di riflessione. Nella sicurezza informatica, invece, la regola dovrebbe essere opposta: più una richiesta è urgente o insolita, più deve essere verificata. Un cambio improvviso di IBAN, una richiesta di credenziali, un documento riservato inviato fuori procedura o un accesso richiesto da un presunto tecnico sono situazioni che meritano sempre un controllo aggiuntivo.
La tecnologia protegge l’azienda, ma le persone fanno la differenza
Firewall, antivirus, sistemi di monitoraggio e protezione della posta elettronica sono strumenti indispensabili per ridurre il rischio informatico. Tuttavia, anche la migliore tecnologia può essere aggirata quando un attacco sfrutta la componente umana. Un dipendente che riconosce una richiesta sospetta può bloccare una frode prima che abbia conseguenze. Al contrario, una semplice azione eseguita senza verifica — come aprire un allegato, comunicare una credenziale o autorizzare un pagamento — può trasformarsi in un incidente di sicurezza.
Per questo motivo la formazione dei dipendenti è oggi una parte fondamentale della cybersecurity aziendale.
🦊Cybersecurity Awareness
In Fox Consulting crediamo che la sicurezza informatica non dipenda solo dalla tecnologia, ma anche dalle persone. Per questo realizziamo percorsi di Cybersecurity Awareness dedicati alle aziende, con sessioni formative pensate per aiutare dipendenti, collaboratori e management a riconoscere le tecniche di phishing, le frodi via email, il social engineering e le richieste fraudolente prima che possano trasformarsi in un incidente. Scopri gli altri servizi
I programmi formativi possono includere:
🔐 Phishing Awareness Training
Formazione specifica per riconoscere email fraudolente, campagne di phishing, tentativi di furto credenziali e messaggi progettati per compromettere gli account aziendali.
🎯 Social Engineering Awareness
Analisi delle principali tecniche utilizzate dai cybercriminali per manipolare gli utenti attraverso richieste urgenti, impersonificazione di figure aziendali e raccolta di informazioni sensibili.
📧 Email Security e Business Email Compromise (BEC)
Formazione sulle frodi via posta elettronica aziendale, tra cui CEO Fraud, richieste di cambio IBAN, compromissione degli account e comunicazioni fraudolente verso clienti e fornitori.
🔑 Password Security e Multi-Factor Authentication (MFA)
Indicazioni operative per una corretta gestione delle credenziali, utilizzo di password sicure e protezione degli accessi ai sistemi aziendali.
🧪 Simulazioni di phishing e test di consapevolezza
Esercitazioni pratiche per valutare il livello di preparazione del personale e migliorare la capacità di riconoscere minacce reali.
📊 Security Awareness Program personalizzati
Percorsi costruiti in base al settore aziendale, al numero di utenti coinvolti e al livello di esposizione al rischio.
Vuoi verificare quanto è preparata la tua azienda?
Una tecnologia efficace è fondamentale, ma la sicurezza informatica passa anche dalla preparazione delle persone.
📩 Contatta Fox Consulting per organizzare un percorso di Cybersecurity Awareness dedicato alla tua azienda oppure richiedi un Cyber Assessment per valutare il livello di sicurezza della tua infrastruttura IT.
Investire nella prevenzione costa sempre meno che gestire le conseguenze di un attacco.
Cos'è il CEO Fraud?
Il CEO Fraud (o Business Email Compromise – BEC) è una particolare truffa informatica in cui un cybercriminale si finge un amministratore delegato, un dirigente o un’altra figura autorevole dell’azienda per convincere un dipendente a effettuare un pagamento urgente, modificare le coordinate bancarie di un fornitore o condividere informazioni riservate.
Nella maggior parte dei casi, l’email sembra autentica: il linguaggio è professionale, la firma è credibile e la richiesta appare perfettamente plausibile. Proprio per questo motivo il CEO Fraud è una delle tecniche di social engineering più efficaci e può causare perdite economiche anche molto elevate.
Per difendersi è fondamentale verificare sempre le richieste insolite attraverso un secondo canale di comunicazione (ad esempio una telefonata), seguire procedure aziendali definite e formare il personale affinché sia in grado di riconoscere i segnali tipici di questo tipo di frode.
